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Il peggior nemico della scrittura è la pausa. Non importa che vi siate impegnati per mesi, sedendovi regolarmente davanti al computer per scrivere qualcosa ogni giorno: basteranno tre giorni di pausa per ricacciare l’ispirazione dentro quella tana oscura e inaccessibile dove ama rifugiarsi. Dapprima scrollerete le spalle, pensando che, in fondo, l’ispirazione tornerà da sé. A mano a mano che i giorni si avvicenderanno sul calendario, però, comincerete a grattarvi la testa con una certa aria perplessa sul viso: “Che strano,” vi direte, “dell’ispirazione neppure l’ombra…” Sarà solo con il superamento del decimo giorno di pausa che vi mangerete le unghie, camminando avanti e indietro davanti allo schermo sfavillante del computer che – potreste giurarlo – sembra ridervi in faccia con quel suo cursore lampeggiante. Eccolo là, il mostro che credevate di aver sconfitto. Salutiamo tutti Sua Imperitura Malvagità il Blocco dello Scrittore.

Negli ultimi giorni, mio malgrado, ne sono caduta vittima io stessa. Proprio mentre una meravigliosa avventura giungeva a termine, proprio mentre mi affacciavo a una nuova settimana col buon proposito di dedicarmi a progetti divertenti e ambiziosi, proprio mentre avevo tappezzato le pareti del mio studio con wireframes e flowcharts, una pessima notizia è giunta: febbre alta, influenza, riposo obbligato, convalescenza travagliata. Un vero e proprio incubo per chi, come me, è fatto d’argento vivo.

Riemergo quindi oggi da lunghe giornate di pausa forzata, non del tutto guarita ma – ehi! – ho deciso di considerarla una febbre di Schrödinger: finché non la misuro la febbre c’è e non c’è contemporanemante. In fondo, la mia anima sci-fi dovrà pur servire a qualcosa.

Ho pensato molto a quali writing prompts proporvi questo mese. Leggere le vostre storie, i vostri post, tutto ciò che avete creato a partire da una mia parola, da un mio sussurro, mi riempie il cuore di gratitudine e orgoglio. Sono felice se qualcosa che scrivo riesce a raggiungervi, a sbloccarvi, a rianimarvi di quell’amore puro che provate per la scrittura. “Se aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido, diceva Emily Dickinson, “non avrò vissuto invano.”

Regolamento

Ecco le regole per partecipare alla challenge:

  1. Utilizzate almeno uno dei prompt proposti ogni mese per scrivere un testo;
  2. Scrivete un testo di qualsiasi tipo: che sia una riflessione sul vostro blog o una fanfiction, l’importante è che scriviate;
  3. Il limite minimo è di 200 parole;
  4. Commentate questo articolo con il link ai vostri testi: sarei più che felice di leggerli;
  5. Per quanto non sia obbligatorio, un link back al mio sito sarebbe un gesto gentile che apprezzerei molto.

Writing Prompts di febbraio

Ecco gli spunti che ho ideato per stimolare la vostra immaginazione. Scegliete quello che più vi piace e scrivete senza esitare. Buon divertimento!

Tre parole

Scrivete un testo che contenga queste parole:

flauto – scricchiolio – arsenico

Una parola

Scrivete un testo che contenga questa parola:

accettazione

Un tema

Scrivete un testo a partire da questo tema:

“La verità, vi prego, sull’amore”

Un’immagine

Scrivete un testo ispirato a questa meravigliosa foto scattata da artemisiadt, il cui blog, Drops of Venice, segnalo con infinito affetto:

Adesso tocca a voi, miei viandanti. Spero che partecipiate numerosi! E se questi miei writing prompts vi sono d’aiuto per sconfiggere il blocco dello scrittore, condivideteli con i vostri amici invitandoli a partecipare alla sfida!

~ Hanno partecipato all’esercizio di scrittura di gennaio:

5

11 thoughts on “Rimedi al blocco dello scrittore: esercizi di scrittura #3”

  1. Ma tu—hai citato il mio blog e messo una mia foto nel tuo post! Grazie. Stavo pensando di prendere spunto da uno dei tuoi tre prompt, per una delle mie foto, pensavo volessi saperlo 😘

    Comunque, sono d’accordo col tenere le pause, in un certo senso. Nel mio caso specifico, le pause—più o meno forzate—è come se aprissero le porte dei miei problemi davanti ai miei occhi, in modo che non riesca a vedere che ombre e grigiore. E l’ispirazione semplicemente sta lì, sotto cumuli di polvere.
    Non ti fermare. Anche perché qui qualcuno aspetta il seguito di *qualcosa*

    1. Immagino che le pause siano affrontare in modo diverso a seconda del carattere ma purtroppo con la scrittura è meglio non approfittarne troppo: è un muscolo che ha bisogno di continuo allenamento.
      Ammiro i tuoi occhi, la tua ispirazione che sotto la cenere si gonfia e si rianima in un nuovo incendio anziché spegnersi. Ritrovo questa passione così profonda nelle tue foto. Vale la pena aspettare se il premio è una tale bellezza.

  2. Pause. Ne ho presa una lunga dal mio racconto fantasy, una meno lunga dal mio romanzo. In entrambi i casi ero “giustificata”, anche se so benissimo che una giustificazione non c’è. Oggi combatto con la terza parte del racconto, poi mi tuffo a capofitto in uno dei nuovi prompt. Non puoi capire quanto mi stai aiutando! Grazie!

    1. Ne sono davvero tanto felice. Come dico spesso, il supporto è un elemento importante per mantenere viva la motivazione. Ne puoi sicuramente fare a meno, ma sapere che qualcuno sta aspettando con ansia un nuovo capitolo, una nuova storia, un nuovo libro, aiuta a scavalcare ogni scusa e giustificazione anche quando le giornate sono pesanti e tutto ciò che vorresti fare sarebbe riposare.
      Non vedo l’ora di leggere il seguito del racconto! 😉

  3. Devo davvero ringraziarti! Grazie ad uno dei tuoi writing prompts ho scritto in poco tempo un testo per un concorso spagnolo di scrittura. Grazie davvero!

Ciao! Lascia qui un pensiero: il tuo supporto è davvero apprezzato!