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Il NaNoWriMo si avvicina e quale miglior occasione per allenarsi in vista della maratona se non partecipando alla bellissima sfida di NaNoWriMo Italia? Trovate un prompt per ogni giorno del mese, da sviluppare con un brano o un racconto.

Questa storia nasce così.

Giorno 1: “INCUBO


Doveva darsi una mossa o avrebbe perso la Luna delle 5. Socchiuse gli occhi gialli e si gonfiò in un profondo respiro. Le lingue di fumo sulle sue spalle smisero di vorticare e si drizzarono come il pelo ispido di un gatto nero mentre inghiottiva con un sonoro “slurp!” il poco che rimaneva del sogno della ragazza. Sazio e gongolante, si affrettò a scendere dal letto e zampettò fino al balcone.

Dal palazzo accanto, Vyromat gli fece un cenno. Rispose al saluto sfoderando le zanne aguzze in un ghigno compiaciuto. Nella pancia dell’amico, pesci rossi dalle code di seta guizzavano in una danza senza sosta, ignari del destino di rinascita che li stava attendendo nel mondo dietro la Coltre – o forse fin troppo consapevoli di essere caduti in trappola.

S’infilò la mano in tasca e tirò fuori l’ombrellino, lo aprì e afferrò con forza il manico. Non gli piaceva dondolare sopra la città. Non che corresse il rischio di cadere ma anche agli Incubi è concesso avere qualche fobia, di tanto in tanto. Anzi – sosteneva Agaman – era persino consigliabile: si sa che un Incubo è tanto spaventoso quanto la sua peggior paura.

Capovolse l’ombrellino, ci si accovacciò dentro e agganciò il manico alla Luna che di lì a poco sarebbe tramontata. A quel punto la Coltre si sarebbe sollevata quel tanto che bastava per far tornare l’orda di demoni a casa e anche quella giornata di lavoro si sarebbe potuta dire conclusa.

Lo sguardo di Agaman percorse il profilo regolare di tetti, caminetti, antenne e pali della luce e, proprio mentre stava pensando che gli umani fossero creature prevedibili, con quella loro bizzarra ossessione per l’ordine, la sua attenzione venne catturata da una finestra illuminata da una luce fioca. O, più precisamente, dal bambino che, appollaiato sul davanzale, lo fissava ad occhi spalancati.

L’Incubo ghignò e rivolse al bambino una smorfia, scoprendo le zanne e gonfiandosi al punto da sembrare un gigantesco neo sulla pelle butterata della luna. Dal canto suo il bambino sfoderò la lingua e sostenne lo sguardo di quella creatura di fumo che, lo sapeva, sarebbe svanita con i primi raggi di luce.

Agaman si leccò i baffi. Adorava i cuoricini impavidi che si aggrappavano con tutte le loro forze alla ferrea razionalità dei genitori. “I mostri non esistono,” avrebbe detto la mamma rimboccando le coperte al giovane eroe, “Sono solo le ombre della notte a spaventarti…”

L’ombra della notte fremette con un brivido d’eccitazione. La saliva schiumosa gocciolò giù dalle fauci fameliche mente sollevava una zampetta oltre il bordo del l’ombrellino. Perse l’equilibrio e cadde nel vuoto.

Dall’altra parte della finestra, il bambino spalancò gli occhi stupito, poi se li sfregò con le manine e spalancò la bocca in uno sbadiglio stanco. Le prime luci dell’alba tingevano di rosa il cielo e il cinguettio degli uccellini che si risvegliavano dichiarava sconfitta un’altra notte di tenebre. Si voltò per tornare nel lettino e sollevò il piede di scatto con una smorfia. Aveva pestato qualcosa di viscido e appiccicoso.

Sollevò lo sguardo sul soffitto e un sorriso fatto di denti lo divorò in un boccone.


Immagine: Pale Moon of January

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Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

2 commenti

loscalzo1979 · Ottobre 1, 2019 alle 11:29 pm

Creepy, ce gusta <3

    Ember · Ottobre 2, 2019 alle 7:18 am

    Sono contenta che ti piaccia! E grazie di cuore per aver trovato il tempo di dirmelo ❤️

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