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A volte non occorre un retino da farfalle per acchiappare al volo un fremito. Per quanto sia utile aver buon fiato e una certa tendenza all’impulsività, a volte basta solo allungare la mano fuori dal cerchio sicuro della nostra zona di comfort per avvertire l’elettricità sulla pelle.

Il mio fremito, oggi, arriva nel modo più impensato. Di ritorno da una lunga giornata di lavoro, dove ho insegnato il concetto di humour a una nuova creaturina dall’intelligenza artificiale, mi sono seduta alla finestra e ho assaporato a occhi chiusi il vento. Ho scorso i miei pensieri per l’immediato futuro: cucinare la cena, preparare il pranzo per domani, leggere un nuovo racconto di Lovecraft, lavorare a Pilgrim e al mondo fantasy che sto creando, e mi sono sentita felice. Serena e felice in un modo semplice, in un modo pratico che profuma di occhi stanchi e sorrisi nascosti sull’angolo delle labbra, pronti a far capolino alla prima occasione. E in quel breve attimo d’immortalità – un attimo nel quale il concetto del Tempo mi è parso ridicolo, e lo Spazio una banale riga tracciata a terra con un gessetto – ho pensato di uscire dalla mia zona di comfort. Scrivere, mi sono detta, è un mestiere terribilmente solitario, ma spesso basta una sola parola e l’affetto di occhi che attendono il tuo prossimo articolo o il tuo prossimo racconto per rendere quella solitudine brillante di luci.

Ho afferrato il cellulare, decisa a raggiungervi, a proporvi di creare su Twitter un dialogo intorno alle mie e alle vostre storie, intorno alle nostre comuni passioni per i libri e per la scrittura.

E questo post, nella sua semplicità, è stato il mio fremito.

Seguitemi, se vi va. Mi troverete come @ember_dusk.

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Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

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