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Che hai da fissare? Datti una mossa ed entra. E chiudi quella maledetta porta, ché si gela.

Allora, vediamo d’intenderci.

Non ho tempo da perdere, quindi o impari o per me puoi andartene. Raddrizza quella schiena, cosa sei, un mollusco? Che il buon Boggie ce ne scampi e liberi. E fai un sorriso, ragazzino! Mica ti mangio, sai?

Non ancora, perlomeno.

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, il vapore.

Ascoltami bene perché non te lo ripeterò due volte e se perderai le mani saranno affari tuoi. Non toccare – ehi, dico a te! Guardami mentre parlo! – NON TOCCARE la valvola. Considerala pure il cuore della nostra piccola bottega. Tocca la valvola e il sistema si blocca. Non farmi perdere tempo, non farmi perdere soldi, e saremo grandi amici.

Chi hai detto che ti ha mandato?

Lawrence ha sempre avuto un cuore troppo morbido a raccogliere quelli come te dalla strada. Se vuoi restare a galla vedi di essere utile, hai capito? Taglia, cuci, olia, cuci, taglia, olia ancora. Prendi il ritmo in fretta e–

Un cliente.

Vai e splendi, ragazzino. Fai un bel sorriso, prendi l’ordine e ringrazia, ti aspetto qui.

Già di ritorno? Dammi i dettagli. Ah, ha detto così? Li vuole proprio come i tuoi? Che coincidenza fortunata.

Va bene, basta tergiversare. Vieni, ti mostro il laboratorio. Guarda dove vai! Mi hai quasi pestato. Avanti, mettiti lì, siediti e non toccare niente.

Ammira i tubi. Ottone di prima qualità, me lo sono guadagnato. Ah, alla tua età potevo sognarmi quell’aria da imbecille. Su e giù per i tunnel a portare le capsule, ecco cosa facevo. Se abbiamo vinto la guerra è merito di queste otto zampe, credi a me. Forza, alza il lume. Di più, e passami gli occhiali. No, quelli a destra. Perfetto.

Per prima cosa, cerchiamo il filo giusto. Vogliamo fare nero? Bene, non passa mai di moda. Ora cerchiamo la base. Non capirò mai perché sia così importante. Siete strani. Pensa che passate più tempo a discutere su cosa potete fare con questa o quell’altra base che a farlo davvero. Siete poco funzionali, ecco cosa penso. Non nego che abbiate raggiunto traguardi notevoli. Ma diciamocelo, la vostra migliore creazione siamo stati noi.

Femmina, hai detto, vero? Eccola qua, posiamola sul tavolo. Ma per favore! Che hai da distogliere lo sguardo? Pensi che al gentleman freghi qualcosa della cicatrice? Secondo te a che gli serve una femmina, scemo di un ragazzino? L’importante è che l’apparato funzioni, il resto non serve a niente. Avanti, ora vieni qui e dammi una mano. Resta fermo. È solo un cucchiaio, hai paura di un cucchiaio? Fermo, ho detto. Ascolta, possiamo fare in fretta oppure possiamo farlo con dolore. Fermo così.

Ecco fatto. Due begli occhi freschi freschi.

Tranquillo, non morirai dissanguato. Non sei certo il primo donatore che installo, cosa credi?

Dai, smettila di frignare. Sei stato bravo. Non faccio mai complimenti, sai? Sei stato molto bravo. Ora però lasciami finire. Dobbiamo cucire gli occhietti. Un ago 23 andrà bene. Vedi, ora usiamo la macchina. Ops, scelta infelice di parole. È stato poco delicato da parte mia, ti chiedo scusa. Però usiamo la macchina. Ecco, facciamo passare il filo nell’ago e finiamo di montare la bambolina. Ah, dimenticavo. Ci serve un braccio. Prendilo dal mucchio, e controlla che abbia cinque dita. D’altra parte, ho una reputazione da mantenere. Mr. Swertzie produce solo bambole di prima qualità, 100% umano naturale.

Colonna sonora consigliata: Nicknackatory – Mr.B The Gentleman Rhymer
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Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

2 commenti

artemisiadt · ottobre 15, 2018 alle 7:54 am

C’è un qualcosa di estremamente grafico in tutto quello che racconti. Qualcosa che vedi con gli occhi chiusi, e che rende tutto più vivido e “reale”.
Questo racconto sembra di osservarlo da un punto di osservazione ravvicinato, sembra di essere sotto a un tavolo. Ho adorato il taglio “cinematografico” che hai saputo dare a tutta la scena. Come sempre, una piccola e deliziosa perla.

Si, ho letto il racconto. So esattamente di cosa si parla. Proprio per questo lo trovo delizioso.

    Ember · ottobre 18, 2018 alle 12:48 pm

    Sono felice che il racconto ti sia piaciuto. Mi sono divertita a scriverlo: ha avuto la piena libertà di svelarsi ai miei occhi a mano a mano che scrivevo e, quando sono arrivata alla fine, sono scoppiata a ridere. E dire che è nato da un’innocua canzoncina dandy…

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