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La parte migliore dei piani è che non importa quanto siano stati accuratamente progettati: qualcosa li farà sempre saltare. È fondamentale, quindi, imparare a essere resilienti, lasciare andare la mano del Controllo e crescere. La vita è imprevedibile e credere di poter anticipare ogni possibile sviluppo è un’idea folle. A volte tutto ciò che puoi fare è salire sul tetto del grattacielo e accettare di essere bendato, accettare di non sapere che cosa succederà se dovessi decidere di muovere un passo oltre il cornicione. Puoi scegliere, però, che cosa farne di ogni minuto. Puoi decidere di angosciarti per l’incertezza, per la paura, per l’ansia, o puoi decidere di ascoltare il suono del vento dalla cima del mondo, la sensazione dorata del sole che ti accarezza la pelle, il profumo dell’aria che dà vita ai tuoi polmoni e al tuo cuore.

Puoi decidere di essere allegro, nonostante i piani siano stati scombussolati.

Non esiste momento migliore di questo. Nelle ultime settimane ho riscoperto il valore di ogni singolo attimo, l’importanza di ogni singolo minuto. È successo un po’ per caso, un po’ per necessità. Sto vivendo giornate intense ma meravigliose, immersa in un progetto lavorativo che richiede tanto dei miei pensieri, delle mie parole, della mia creatività e della mia logica, e che, allo stesso tempo, sto amando ogni giorno di più. Le mattine corrono, i pomeriggi volano, le sere arrivano in punta di piedi e mi colgono impreparata. E quando arriva l’ora di andare a letto, mi guardo indietro mentre spengo la luce e mi domando in che modo possa, stavolta, combattere la mia battaglia contro un Tempo che scorre a velocità doppia.

Per il momento ho deciso di non preoccuparmi, di non allarmarmi, di non aver paura che le mie storie vengano dimenticate solo perché sto impiegando più tempo di quanto avrei voluto per proseguirle. Ho deciso d’impegnarmi con tutte le mie forze per approfittare di ogni singolo istante della mia giornata, portando sempre con me il mio quaderno degli appunti, cogliendo l’occasione dei dieci minuti di pausa per buttare giù un’idea, o delle quattro ore di viaggio delle trasferte per abbozzare una scena.

Ho deciso, infine, di parlarvi, di chiedere a voi, miei cari viandanti, di avere pazienza e di perdonarmi per la lunga attesa alla quale vi sto sottoponendo. Lasciate che vi confidi un segreto. Ogni mia notte si chiude con un sogno nel quale Fey sorride. E non c’è giorno che passi senza che i miei pensieri abbiano indugiato per un po’ nel mondo di Pilgrim. Alcuni di voi mi scrivono e parlano del loro amore per questi personaggi, per i cieli che ho dipinto e la storia che sto raccontando. Voglio ringraziarvi con tutto il mio cuore per il vostro supporto e voglio assicurarvi che sto lavorando incessantemente ai nuovi capitoli. Arriveranno un po’ più lentamente del solito, seguendo i nuovi tempi e i nuovi ritmi di questa nuova vita imprevedibile. Rimarrete qui ad aspettarli?

Nel frattempo, sfioro la benda sui miei occhi e muovo un passo oltre il cornicione. Chi ha detto che si debba per forza aver paura di cadere? La mia vita è la mia storia. E, da buon personaggio, sono io a scegliere di volare.

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2 thoughts on “Il funambolo che non aveva paura di cadere”

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