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È successo spesso e succederà ancora di avere paura. Di ritrovarsi immersi nel buio di una notte troppo lunga e troppo oscura, di cercare un appiglio con le dita che tremano e si disperano, di alzare lo sguardo, spingerlo lontano, tentare d’intravedere una luce che indichi la direzione. Ironia della sorte: la luce c’è ed è un seguipersone puntato su di noi. Illumina un cerchio dal raggio ridicolmente ristretto: quel tanto che basta per poter scorgere cinque, dieci centimetri di passi di fronte ai nostri piedi, cinque, dieci centrimetri di passi dietro di noi. Tutto qui. Ecco che cosa sappiamo della vita che ci attende: niente di più di un minuscolo semicerchio di luce sul cammino.

Un nuovo anno

Ho deciso di dedicare il primo articolo del 2018 a una riflessione sul futuro. L’idea mi è sembrata di buon auspicio, quindi ho chiuso gli occhi e ho lasciato che i pensieri vorticassero. Ho rivisto le ferite di un anno duro splendere sulla mia pelle e, per la prima volta da tempo, le ho amate. Le ho rivisitate tutte, con distacco, senza rabbia, senza frustrazione, e le ho sfiorate. Ciascuna mi ha trasmesso un messaggio, un insegnamento di perseveranza e ardore. Ciascuna mi ha rivelato di non essere stata, in fondo, un male, ma semplicemente una bussola nel buio. Ci sono andata a sbattere contro, camminando nel cerchio di luce del mio minuscolo seguipersone, e, se non le avessi urtate, avrei sbagliato strada. Ringrazio ogni delusione, ogni risposta mai arrivata, ogni speranza rifiutata, perché, senza di loro, oggi sarei stata altrove.

Sorrido pensando che, in fondo, non è che mi trovi proprio da qualche parte. Eppure sono qui. Qui, in questo momento della mia vita, in questo preciso istante. Qui, circondata da un amore immenso che per lungo tempo, intenta a combattere col buio, quasi non sono riuscita a percepire. Qui, tra queste parole, su queste pagine, tra mille altri mondi, ovunque io desideri andare. Il canto che ha sempre accompagnato la mia vita, quei sussurri nel vento, quei barlumi di magia che splendevano per un fugace secondo soltanto per i miei occhi sono tornati. Con forza, con prepotenza, come un fiume in piena di amici di vecchia data che ti vedono da lontano e corrono verso di te a braccia aperte, ti travolgono, ti baciano, non ti lasciano respirare per il desiderio di non separarsi mai più da te.

Il giuramento

E “mai più” è il giuramento che pronuncio di fronte a voi, miei viandanti, miei testimoni. Adesso che ho ricordato come respirare, non ho più intenzione di dimenticarlo. Non ho più intenzione di dubitare di me, della validità dei miei desideri, delle mie aspirazioni, delle mie ambizioni. Non ho più intenzione di smorzare il vigore della mia fiamma per omologarmi alle aspettative della normalità. Ho intenzione di essere Io, con i miei pregi, con i miei infiniti difetti, con le mie innumerevoli mancanze, con tutto ciò che mi rende, nel bene e nel male, unica nel mio genere. Come unici siete voi, anche quando vi sentite perduti. A voi dono queste parole, nella speranza che allarghino, anche solo di pochi centimetri, il seguipersone che illumina la vostra strada.

Buon 2018 di luce.

Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo,
sboccerai.
Prima di allora
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati
senza paragonarti
o voler essere un altro fiore,
perché non esiste fiore migliore di quello
che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ciò accadrà,
potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore
che aveva da fiorire.

(Daisaku Ikeda)

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6 thoughts on “Qualunque fiore tu sia sboccerai”

  1. “Ringrazio ogni delusione, ogni risposta mai arrivata, ogni speranza rifiutata, perché, senza di loro, oggi sarei stata altrove.
    Sorrido pensando che, in fondo, non è che mi trovi proprio da qualche parte. Eppure sono qui. Qui, in questo momento della mia vita, in questo preciso istante.”
    Mi rivedo tanto in queste parole, sai? È una lezione che ho dovuto apprendere a mie spese, con la quale ancora fatico a venire a patti, a volte, negli attimi di sconforto, quando il dubbio “ma sono sulla strada giusta o sto solo perdendo tempo e allontanandomi dalle mie ambizioni?” continua a riaffacciarsi nella mente. Eppure c’è tanta verità in quel passaggio che ho citato. Le delusioni, per quanto amare da digerire, servono a farci crescere. È inutile farsi mettere le catene ai piedi dal rimpianto o dal dubbio, perché in fin dei conti non sapremo mai cosa “sarebbe potuto succedere”. L’unica cosa certa, come dici giustamente tu, è che siamo qui, e che siamo ancora in tempo per dire “mai più”. Siamo ancora in tempo ad inseguire i nostri sogni e a farli diventare realtà, un passo alla volta.
    Alzo il calice anche io a questo 2018, sperando di poter un giorno far mio anche questo proposito. nel frattempo, ti faccio (e faccio anche a me stessa) i miei migliori auguri. Che il 2018 possa essere il tuo (nostro?) anno 🙂

    1. Ciao, Stefania! Ne sono davvero tanto lieta. Non perdere mai la speranza. Concediti lacrime e momenti più oscuri: a volte il peso sulle spalle è insopportabile e ci costringe a inginocchiarci. Non può tenerci a terra, tuttavia. Abbiamo sempre la possibilità di scegliere di alzarci e riprovare. Andrà tutto bene.
      Un abbraccio a te.

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