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Non solo acqua, ossigeno, cibo: è di storie che l’uomo ha bisogno per vivere

È una spinta atavica ciò che determina il nostro appetito per le narrazioni. C’era una volta, tanto, tanto tempo fa, un uomo che decise di unirsi ad altri uomini e creare i primi rapporti sociali. Tutto andò a meraviglia finché non cominciarono le prime risse, i primi assassinii, i primi sotterfugi, i primi colpi di stato. Conoscere più informazioni possibile divenne la più importante moneta nei regni: per non morire, dovevi sapere tutto della vita degli altri. La sete di conoscenza si rivelò allora un tratto evolutivo di vitale importanza e si tramandò nei secoli come un bisogno insaziabile di storie. Non solo: divenne una droga alla quale aggrapparsi per accedere alla linfa vitale. Simili al seno della madre che ci ha sfamati, le storie ci nutrono con il latte delle emozioni.

Certo, possiamo non crederci e relegare i libri a un polveroso strumento del passato. Tuttavia, non ci sbarazzeremo mai delle storie. Ci seguono ovunque, cambiando forma, diventando ora un breve video su Instagram, ora un’infografica nei blog di marketing, ora un post virale sui social networks. Attraggono i cuori su facebook, s’insinuano negli occhi dei gamers, scandiscono il ritmo delle vendite dei gadgets di un certo marchio. Le storie e le emozioni che evocano sono la nostra aria. Poco importa che ce ne rendiamo conto o meno: per ogni nostra ricerca su Google, è una storia ciò che, in fondo, stiamo cercando.

Sono lieta che la vostra ricerca vi abbia portato qui. Immagino che siate lettori affamati o scrittori assetati. In ogni caso, immagino che sentiate bruciare, dietro gli occhi o sulle dita, l’irrequieto bisogno di qualcosa. Non ne conoscete il nome ma sapete di averne bisogno. Per allietare il vostro viaggio, miei cari pellegrini, vorrei offrirvi pane caldo e un fuoco scoppiettante, un angolo di storie a cui tornare ogni volta che l’irrequieta fame vi sveglierà. Comincerò subito con un banchetto improvvisato: la mia storia.

Chi è Ember e da dove viene?

Avete mai osservato le fiamme consumare il legno nel caminetto? Agli amanti del profumo della cenere non sarà di certo sfuggito quel breve luccichio bronzo-rame che sfrigola per un attimo nell’aria, flebile scintilla che occhieggia il mondo-al-di-qua-del-falò, si spegne, ricade nella fiamma e di nuovo trattiene il fiato e torna a volare, riempiendosi gli occhi d’immagini, profumi, colori, impressioni, realtà. Questa è Ember, la scintilla che scruta, assetata, affamata, nell’oscurità, alla perpetua ricerca del qualcosa. Le storie sono i suoi strumenti, i suoi alambicchi, e la sua pietra filosofale. Vorrei che pensaste a me come a un alchimista intento a dosare con precisione parole e suoni, profumi e colori, per raggiungere infine l’opus magnum da donarvi, un giorno, perché con esso possiate sfamarvi e dissetarvi a volontà.

La chiamata ha iniziato a risuonare nella mia testa quando ancora i miei occhi ingenui credevano che il sole fosse una gemma d’ambra intenta a riscaldare il mondo intero. Negli anni dell’infanzia ne ho ascoltato le ninnananne e imparato le filastrocche. Crescendo, adolescente innamorata della musica delle lettere, ho votato alla notte la mia devozione, riempiendo fogli di parole nelle ore che ho sottratto al sonno in nome di un tormentoso senso di urgenza. Sono iniziati poi gli studi sulle lingue e la mia indagine personale sul perché narriamo, perché leggiamo, perché abbiamo bisogno di raccontare. Poi, un giorno, ho udito distintamente il suono di un interruttore che veniva premuto: era arrivato il momento di scrivere per gli occhi di lettori che, come i miei, ardevano nel buio.

Scrivi ogni giorno della tua vita

“Scrivi ogni giorno della tua vita. Leggi intensamente. Poi osserva che cosa succede.”
— Ray Bradbury

In quella dichiarazione d’amore per la scrittura che è il libro Zen in the Art of Writing, Ray Bradbury lancia una sfida agli aspiranti scrittori: scrivere un racconto breve a settimana per un anno, poiché è matematicamente impossibile scrivere 52 pessimi racconti brevi di fila. Tra la massa di esperimenti si nasconderà almeno un diamante, una storia che valga la pena di essere conosciuta. Lo scrittore invita anche a leggere un saggio, una poesia e un racconto breve ogni notte per mille notti, perché la testa si riempia di parole, di argomenti, di nuove idee.

In questo lungo viaggio, sarete testimoni dei miei progressi nell’accettare questa sfida. A volte il tempo imporrà ritardi, a volte il ritmo potrebbe rallentare. In ogni caso andrò avanti. Non importa quando: raggiungerò la meta.

E voi, pellegrini affamati, avreste voglia di accompagnarmi?

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Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

2 commenti

Anonimo · novembre 23, 2017 alle 12:49 pm

Ti seguirò con molta curiosità!

    Ember · novembre 23, 2017 alle 3:08 pm

    Grazie infinitamente! Sarò lieta di offrirti un tè caldo e una buona storia la prossima volta! 🙂

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