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Colonna sonora consigliata: Warriors – Imagine Dragons

PERSONAGGI

FIERI, prigioniera

 

ATTO UNICO

All’accensione dei riflettori, il seguipersone incornicia una sedia vuota al centro del palcoscenico. FIERI entra, strisciando un piede e reggendosi un gomito. Si siede. Le luci rosse illuminano lo sfondo.

FIERI
E lo chiamate mondo? Voi, signori miei, lo chiamate mondo questo qui? Ah, sorridete. Beati voi ad avere ancora un sorriso nelle tasche. Ditemi, signori, l’avreste mai creduto possibile? Capelli biondi, venticinque anni, tutto un futuro davanti. E invece dove mi ritrovo? In questa cella, incarcerata.

Voci da dietro le quinte gridano improperi.

FIERI (alzando una mano verso le quinte in un saluto)
Scusate, scusate, avete ragione. Me lo merito, d’altra parte. Perché, sapete, (rivolta al pubblico) se sollevate un sipario alzate la tempesta. Poi non venite a dirmi che non vi avevo avvisati. Datemi retta, restate stupidi.

Da dietro le quinte provengono minacce.

FIERI (alzando la mano in un segno di scuse)
Vedete? L’ho fatto di nuovo. Sono un personaggio scomodo. Vi guardo, miei cari signori, e me ne frego del vostro giudizio. Non m’interessa cosa pensate di me, quando io conosco tutti i vostri pensieri. Lei, in prima fila, faccia più attenzione al fondotinta, le sta sporcando il colletto. Non vorrà che sua moglie scopra il succhiotto, no? (ride) Mi scusi, signora, senza offesa, eh? E lei, lassù (indica la galleria), ha trovato il coraggio di vendere a quei poveretti una cura miracolosa per il cancro? Costa, vero? Eh, è il lato negativo di queste cure sperimentali, sì? Che cosa contiene esattamente il flacone, me lo ricorda? (abbassa lo sguardo sulla platea) E lei, signorina, non è stanca? Mi dica la verità, non è stanca di credere davvero a queste fesserie? Non è stanca di farsi trattare da cretina? Non deve per forza strizzarsi in quel vestito, lo sa? Ogni tanto può respirare e le assicuro che rimarrà comunque bella.

FIERI si alza e fa il gesto di accompagnare la porta della cella per aprirla. Ne esce, scavalcandola, e si avvicina alla buca dell’orchestra. Il seguipersone si spegne, i faretti la illuminano dal basso.

FIERI (passandosi la mano tra i capelli e gustandosi il gesto. Abbassa le dita sul camicione e lo sbottona, lasciandolo ricadere a terra e rimanendo nuda sul palco)
Avanti, sono pronta! Mi raccomando, fate il vostro scatto migliore! Non distogliete lo sguardo. Siete tutti qui per questo, no? Alzate in aria il cellulare. Tap! Tap! Tap! Fatemi fuori! Voglio sentire gli obiettivi aprirsi e chiudersi. (ride) Che cosa c’è, siete diventati timidi? Eppure non avete esitato a puntare il dito contro di me e chiamarmi “mostro”. Voi avete scelto il vostro filtro, ve lo siete messi addosso, e ci avete creduto. Questo è essere mostri, signori miei. (alza la mano come per chiedere una pausa) Certo, certo, lo ammetto, anche io ho la mia parte di colpa. Ho mangiato quel bastardo, e me ne scuso. Ma mi aveva rotto il piede (indica il piede leggermente sollevato da terra) e mi aveva disarticolato il braccio (solleva il braccio inerte). E sì, va bene, lo ammetto, anche io mi sono messa un filtro addosso, questa pellaccia schifosa, ma non ci ho mai creduto davvero. Volevo essere come voi, ma in fondo sapevo che non sarei mai potuta essere una di voi. Non che adesso lo voglia ancora, considerata la razza di bugiardi manipolatori che è diventata l’umanità. Preferisco essere un mostro. Mille volte, lo preferisco.

Il seguipersone si accende di nuovo. FIERI si allontana, dà le spalle al pubblico e solleva la mano sul viso. Affonda le unghie nella pelle, lascia cadere a terra i brandelli. Con un lungo movimento, si apre uno squarcio lungo il busto. Sangue scorre in rami lungo le sue gambe mentre le verdi scaglie opalescenti della sua vera pelle risplendono nella luce del seguipersone. FIERI si volta per fronteggiare il PUBBLICO.

FIERI (chiude le palpebre. Quando le riapre, occhi gialli da rettile soppesano il PUBBLICO)
Sapete, miei cari pescecani, voi avrete pure i vostri denti aguzzi e i vostri subdoli mezzi. Avrete le vostre competizioni spietate e vi mangerete tra voi – e poi il mostro sono io! Ma io.

Dalle scapole di FIERI spuntano ali enormi che si dispiegano riempiendo per ampiezza metà palcoscenico. FIERI si solleva da terra, fluttuando a un palmo dal pavimento.

FIERI (soffiando lingue di fuoco con ogni sillaba)
Io, signori miei. Io so volare.

3

Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

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