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Uno dei miei ricordi più cari è il viso di mia madre a pochi centimetri dal mio. Sorrideva, i suoi occhi brillavano d’amore. Sfregava piano l’asciugamano sui miei capelli profumati di camomilla e rispondeva al mio sguardo birichino di bambina premendo il dito sulla punta del mio naso.

“Ricorda di cercare sempre il lato positivo nelle cose,” mi disse. E, piccola com’ero, la guardai con tutta l’intensità di cui ero capace, mentre lasciavo che le parole s’imprimessero a fuoco vivo sul mio cuore. Le vidi brillare nell’aria, arancione, rosa, azzurro, in quel modo che, al tempo, non sapevo ancora che sarebbe diventato il mio dono. E da quel momento il primo tassello di ciò che sarei diventata prese corpo e andò al suo posto nel mosaico della mia vita.

Il lato positivo delle cose

Certo, avere fiducia nell’ignoto non è una passeggiata. E non significa neanche essere necessariamente degli ottimisti. Ho imparato che c’è una grande differenza tra il credere che tutto stia andando per il verso giusto e cercare il lato positivo di una situazione. Il primo atteggiamento è messo spesso in atto da persone molto più sagge di quanto possa essere io oggi. Il secondo, invece, è strategia.

Come in una guerra, si tratta di valutare perdite e vantaggi di ogni azione. Si tratta di fermare il tempo per un istante, fissare negli occhi l’ostacolo e chiedersi:

“Quale bene posso trarre da tutto questo?”

Quarantena

Silenzio, solitudine, angoscia, paura. Il momento storico che stiamo vivendo, così doloroso, così surreale, ci sta facendo riscoprire queste emozioni con una nuova intensità. Ci ha tirato uno schiaffo con tutta la sua forza e ci ha imposto di sentirlo, sentire sulla nostra pelle quale immenso dono sia vivere, riuscire a respirare, vedere le persone che amiamo, poterle sfiorare. E arriverà il giorno in cui ci lascerà liberi e rimarrà a guardare quanto di tutto questo disperato amore che stiamo riscoprendo riusciremo a ricordare in futuro.

Mi sono imposta di non dimenticarlo.

Il lato positivo che ho trovato in queste giornate oscure è stato prendermi cura di quella lucina che porto nel cuore. L’ho trascurata così tanto, correndo di qua e di là e accampando scuse più spesso di quanto avrei voluto. Ma lei non mi ha mai lasciato. Nonostante il silenzio, nonostante il vuoto gigantesco, la mia luce, la mia Musa, si piega a svegliarmi con un bacio al mattino, serpeggia nei miei occhi quando mi guardo allo specchio, mi aspetta nelle pagine del quaderno che tengo sempre accanto a me.

E così ho ricominciato a scrivere.

Trasformare compiti difficili in compiti facili

Ah, mi capirete quando vi dirò che il primo giorno ho gettato la spugna. Ho acceso il computer, intenzionata a riprendere Pilgrim da dove l’avevo lasciato, e mi sono ritrovata a fissare le mie dita che tremavano mentre il cursore, tanto per mettermi fretta, non la smetteva di lampeggiare, ricordandomi di essere in attesa. Ho chiuso tutto e mi sono rifugiata in un libro.

“Se non ho il tempo di leggere, non ho il tempo di scrivere,” mi sono detta. Che fosse solo l’ennesima scusa lo sapevamo sia io che la mia Musa, ma è stato abbastanza gentile da non rigirare il dito nella piaga.

Il secondo giorno ho affrontato la questione con la lucidità della mia professione. Come designer, il mio compito è progettare l’esperienza che le persone fanno di prodotti e servizi, stando molto attenta a eliminare gli ostacoli, costruendo ponti sulle voragini, scomponendo i processi difficili in piccoli passaggi più semplici. E questo, mi sono detta, potevo farlo con la scrittura.

È iniziata così la mia sfida personale. Mi sono data un obiettivo modesto, così minuscolo che non avrei potuto accampare scuse per evitarlo, e mi sono imposta di raggiungerlo ogni giorno: scrivere 200 parole ogni sera.

Come travolto da un fiume in piena, l’inchiostro si è sbloccato. E, con lui, tutta la mia creatività.

Writing challenge

Ecco quindi la mia proposta. Se state combattendo contro la paura della pagina bianca, contro la noia che rende grigia ogni idea e nasconde ai vostri occhi i colori della vostra creatività, imponetevi di scrivere solo 200 parole ogni giorno, per tutta la settimana.

“Vorrei scrivere ma non ho idee!” forse ribatterete. Non preoccupatevi, ho un regalo per voi.

Ho creato una writing challenge per aiutare chiunque voglia scrivere ma si senta bloccato. Trovate un writing prompt per ogni giorno, a partire da domani fino al 5 aprile. Usate il prompt per lasciarvi ispirare o, se siete più temerari, vi sfido a includerlo nel testo che scriverete.

Alla fine di ogni giorno, tenete traccia del numero di parole che avete scritto e condividete l’immagine su facebook, su twitter, su instagram, ovunque vogliate. Il supporto degli amici vi aiuterà a tenere alta la motivazione!

Se deciderete di partecipare alla challenge e pubblicare i vostri testi, non dimenticate di lasciarmi un link nei commenti! Sarei felicissima di leggerli!

E se la challenge vi aiuterà a superare il blocco dello scrittore e vorrete ricambiare il favore, consigliate il piccolo mondo di Questo Oscuro Scrutare ai vostri amici

Grazie!

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Ember

A.I. writer e scrittrice creativa. Creo narrazioni per la carta e per i videogiochi. Racconto storie, plasmo mondi, distillo l'inconscio. Con attenzione ascolto e con sete e fame osservo.

2 commenti

loscalzo1979 · Marzo 30, 2020 alle 11:13 pm

Bentornata <3

    Ember · Marzo 30, 2020 alle 11:50 pm

    Grazie Enry 🧡 Sono felice di essere di nuovo qua!

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